NON REALIZZARE IL «PROGETTO GESÙ » SIGNIFICA NON ESSERE PRONTI QUANDO CRISTO TORNERÀ’ GARGALLO DI CARPI, 17 NOVEMBRE 1990

Fiqlioli miei cari, Io sono sempre in mezzo a voi, sempre, vicino voi per spronarvi, per aiutarvi, per confortarvi, per illuminarvi secondo quanto Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito d’Amore, nei loro disegni meravigliosi, mi hanno affidato. Ecco, figli miei, vi richiamo in modo particolare a rispondere alle chiamate di Dio. Vi richiamo in modo particolare a fare fruttificare i doni che Dio vi ha donato e vi dona. Siate servi umili ma fiduciosi della grande misericordia e del grande premio del vostro padrone che è Dio. Dio è Padre di misericordia, è Padre d’amore; Dio non pretende ciò che sa che i suoi figli non possono dare, ma Dio pretende che i figli suoi non siano pigri, ignavi, ma siano attivi, sempre pronti, testimoni, che facciano fruttare quei talenti. Oh figlioli, sapete, i talenti, ai tempi in cui Cristo Gesù percorreva le strade di Galilea e Io vicino a Lui, erano somme molto grandi. Ecco, anche voi avete ricevuto, chi più, chi meno, dei talenti, grandi doni, grandi doni. Dio non vi chiede di restituire ciò che Lui vi ha donato, ma di mettere qualcosa di vostro: il vostro impegno, il vostro amore nella testimonianza, nella carità, nella fede vissuta.
Ecco, così realizzerete il “Progetto Gesù”, così scriverete su quel libro nel quale a sinistra stanno le pagine scritte da Dio, a destra scrivete le vostre parole e si baceranno, perché le vostre saranno parole di testimonianza e d’amore, di vita. Figli miei, ricordatevi nelle vostre preghiere di chi ha avuto, anche con voi, con tanti altri e prima ancora magari, ha avuto da Dio il dono di conoscere i richiami di una Mamma accorata, di una Mamma amorosa e ha voluto seppellire quel dono e non lo fa fruttare o lo fa fruttare in maniera sbagliata. Vedete figlioli, Gesù vi ha detto: il Padre, il Padrone si accontenta,  anche solo di riporre quel dono, quel talento nelle banche bastava quel minimo interesse. Oh, Dio è un Padrone di misericordia, di bontà, si accontentava di tanto poco. Voi rispondete, figli miei! E’ un dono grande, è una somma enorme che potete spendere per ricavarne ii doppio, il triplo, il centuplo e avere un premio che vale un’infinità, il premio è l’amore, è la gioia nella casa del Padre.
Cari figli, sapete, il giorno in cui la Chiesa di Dio mi festeggia come concepita nell’immacolatezza, oh, Io desidererei che vi trovaste qui nel primo pomeriggio coi bimbi, coi giovani, per fare il vostro atto di consacrazione anche per loro, quelli piccolini, il vostro atto di consacrazione al Cuore Divino di Gesù e il Cuore Immacolato mio, se volete, eh? L’8 dicembre i bimbi, i bimbi! I bimbi, tanti bimbi! Grazie, grazie figli. E Io benedico i bimbi che soffrono e i genitori che sono vicino a loro; e benedico tutti i sofferenti, le mamme angosciate, i padri disperati. No, non disperate figli miei, abbandonatevi, abbandonatevi a Dio! E benedico i nonni, gli amici, i parenti che soffrono con loro; benedico figlioli miei, tutte le fotografie, le immagini che avete portato con voi qui, quelle che avreste voluto portare e avete dimenticato, quelle che avete nelle tasche, nelle borsette, che avete posto qui vicino alla stele; benedico i fiori e benedico voi e tutto ciò che desiderate sia benedetto: sia bendetto. E benedico in modo particolare i ministri di Dio, quei ministri di Dio, particolarmente, che sempre più trovano le difficoltà, le angosce, i dolori portati dai confratelli, portati da altri ministri uomini di Chiesa, che vorrebbero che quel talento che hanno ricevuto non avessero l’umiltà, l’eroismo, l’amore di farlo fruttare il centuplo; e lo possono, abbiano ad imporre le mani, come tutti voi figli miei, invocando da Dio l’aiuto e il conforto spirituale e fisico, Dio compirà grandi cose. Dio, ricordate! Dio! Grazie, grazie figli, avete affrontato il freddo, la nebbia. Siate prudenti! Ditelo a chi vi accompagna, siate prudenti, poiché la prudenza è figlia della carità, eh?! Vi abbraccio tutti, vi bacio ad uno ad uno, bacio tutti quelli che volete che Io baci, Io bacio tutti i miei figli, ma particolarmente coloro che volete, coloro che vorreste vedere venire qui ai piedi della stele a pregare, che non vogliono, che non credono, che non accettano.
Benedico coloro che si allontanano perché hanno la paura di realizzare quel progetto a cui la Mamma della Pace chiama tutti i suoi figli: il “Progetto Gesù”.
Ma tutti sappiano che non realizzare il “Progetto Gesù”, significa non essere pronti quando Cristo tornerà, non avere la serenità di affrontarlo e di dire: – Caro Gesù, Gesù, ti amo! Gesù, ti amo! Gesù, ti amo! E allora Gesù non li riconoscerà. Figlioli, le lampade piene d’olio!!
Vi avvicinate al ricordo della nascita di Gesù, il Nazzareno, a Betlehem.
Preparatevi bene, fate la prova generale, (così voi dite) fate la prova generale, preparatevi alla sua venuta col cuore pulito, generoso, caldo. Vi bacio figli miei. Ciao.