NON GIUDICATE DI POCO CONTO, O SUPERATE, LA MORTIFICAZIONE, i SACRIFICI ANCHE PICCOLI: LA VIA DELLA SANTITÀ’ PASSA ANCHE ATTRAVERSO PICCOLE COSE GARGALLO DI CARPI. 22 MARZO 1992 ORE 17,25

Figlioli, figlioli cari, non sono qui con voi per interrompervi nella preghiera, ma per pregare con voi. Ho pregato con voi il ricordo della passione di Cristo Gesù, Figlio mio e fratello vostro, ho pregato con voi questo inizio di rosario, con voi ho invocato, e su di voi, la discesa dello Sposo diletto, la discesa dello Spirito d’Amore perché vi inondi, perché vi fortifichi, perché vi prepari… Ancora resto con voi in preghiera, poi verrò a salutarvi, a portarvi i miei materni consigli; verrò ancora per ringraziare con voi l’Amore, per ringraziare con voi Dio d’Amore. Continuiamo figli e portiamo, portate nelle vostre case, nel mondo lo spirito di preghiera, lo spirito di carità, d’amore. Allora potrà trionfare nel mondo la solidarietà, la giustizia, la pace, quella pace che da Dio viene ma dagli uomini deve essere accettata, propugnata, conseguita. Preghiamo…
Ore 17,55
Figlioli miei diletti, grazie per le vostre preghiere calde, le vostre preghiere del cuore che consolano il Cuore Divino di Gesù e richiamano su di voi una rugiada di grazie per voi e per i vostri fratelli.
Oggi, figli, voglio richiamarvi particolarmente allo spirito di sacrificio, di mortificazione come mezzo per raggiungere la santità, quella santità a cui tutti siete chiamati, poiché santità significa attuazione in sè stessi, purificazione, realizzazione della grande dignità di figlio di Dio.
Vi chiedo figlioli: non giudicate di poco conto, non giudicate come cose di altri tempi la mortificazione, il sacrificio.
Anche i bimbi devono imparare e talvolta lasciare un giochino o lasciare un dolce, o lasciare un gelato, lasciarlo con l’intenzione di mortificarsi, di sapersi dire di no e magari di riporre quella moneta nel salvadanaio da inviare a quegli altri bimbi che non hanno il gelato, non hanno la caramella, non hanno il giochino, non hanno neppure il pane, non hanno neppure di che bere, di che vestirsi. Ecco lo spirito del sacrificio. Ma voi più grandicelli, voi più attempati, tutti figli miei, sappiate accettare e vivere la mortificazione, il sacrificio. Oh, a ogni età il suo peso e la sua piccola croce, a ogni età la capacità del sacrificio, e perciò per voi è il rinunciare a un divertimento, è il rinunciare a una bevanda, è il rinunciare a un dolce, a una sigaretta, è rinunciare soprattutto alla cattiveria, è rinunciare a pronunciare parole indelicate, è rinunciare a piccole cose, a grandi cose di fronte al Signore. E’ sapere sorridere, è sapere dare una pacca sulla spalla all’amico e fratello e dire: – Coraggio, non sei solo! Il Signore è con te e pure Io, fratello mio -.
Sacrificio è sapersi trattenere da cose inutili ma è anche sapersi limitare nelle cose utili: è sapere imbandire di meno il tavolo, è sapere rinunciare a qualcosa che dà soddisfazione, è saper offrire al Signore per se stessi e per i fratelli. La via della santità passa, figlioli, attraverso anche piccole cose, ma chi non è capace di piccole cose non sarà capace di grandi cose.
E voi, figli miei, credetemi: nel tempo dovrete affrontare cose ben più pesanti e più gravi; se sarete preparati con piccoli sacrifici, con piccole rinunce, se sarete preparati a donare, a donare, a comprendere la necessità della solidarietà e dell’amore, oh, non faticherete ad affrontare altri sacrifici più grandi e ne sentirete la gioia e ringrazierete il Signore perché vi ha dato la capacità, la possibilità di prepararvi umilmente.
Sacrificio è anche vestire in maniera giusta, decorosa, rispettosa del proprio corpo e dei fratelli, rispettosa dei pensieri dei fratelli.
Sacrificio è anche (e sono piccole cose, sì) il sapersi comportare sempre, in ogni momento, come se in quel momento l’Angelo inviato da Dio vi venisse a chiamare e dire: “Andiamo, il Signore ti attende”.
Abbiate, figli miei, sempre questa purezza interiore, questa capacità di sacrificio, di mortificazione per staccarvi dal mondo, quel mondo in cui vivete ma che non deve essere vostro, non deve essere vostro intimamente, per staccarvi da questo mondo che, oh quante volte voi stessi criticate e dite: è tremendo, è pieno di cattiveria, di invidia, di lussuria, di inganno, di tradimento… Ma pure figli, tante volte vi assoggettate al compromesso, non siete capaci di assurgere a pensieri più elevati, faticate a innalzare gli occhi al Signore e dire: Signore vieni, salvami! Signore Iddio, Spirito d’Amore purificami, fammi tuo, toglimi la mentalità del peccato, toglimi dalla mentalità del mondo.
Imparate la delicatezza figli miei, la delicatezza interiore; se non imparerete, come farete ad insegnarla ai vostri bimbi? Ma voi tante volte vi preoccupate, eh, cari figli miei, genitori, vi preoccupate dei figli perché corrono lungo le strade e avete paura che succeda loro qualcosa di grave, l’infortunio e a volte persino la morte.
Preoccupatevi soprattutto figli (oh sì, anche di questo) ma preoccupatevi dei loro cuori, della loro anima; pregate per loro, pregate sempre per loro perché sappiano ascoltare l’Angelo custode, perché sappiano ascoltare la Mamma che a loro suggerisce nelle orecchie: “Stai lontano dal peccato!”.
La morte dell’anima è tremenda! E l’unica cosa che dovete odiare, figli miei, è la morte dell’anima: il peccato. Pregate per loro, pregate sempre, siate per loro preghiera e Dio vi concederà di poter essere per loro salvezza.
Sacrificio per tutti, sì, mentalità di sacrificio, mentalità di mortificazione.
Oh, tante volte figli miei, non riuscirete a comprendere a cosa possa servire, eppure verrà un giorno in cui il Signore Dio, che non dimentica ciò che voi gli offrite, vi dirà: “Per queste piccole cose ti ho dato la capacità delle grandi cose, per queste piccole cose vieni a godere della grandezza del mio amore infinito ed eterno”.
Figli carissimi, nell’attesa con la Santa Chiesa di Dio di ricordare il momento più importante della storia dell’umanità, il momento della Risurrezione, preparatevi, pregate, vivete con Cristo Gesù, nel vivere quotidiano, il sacrificio e il dolore, a Lui offrendolo per unire i vostri dolori al suo dolore a redenzione del mondo, corredenzione vostra. Io sono con voi ogni attimo, figli, con voi sono gli Angeli custodi, gli Arcangeli, gli Angeli, sono i vostri Santi di Dio; sono quelle anime meravigliose, luminose, luminose che hanno tracciato l’esempio ai fratelli e che pure non glorificate dalla Chiesa sono glorificate già da Dio e sono vostri protettori. Vi sono al fianco, vi aiutano, vi confortano, pregano per voi perché sappiate vivere in questo grande esercito, “l’esercito dell’amore”, sappiate vivere intensamente con umiltà, modestia, ma con grande forza d’amore. Vi benedico tutti, figli miei.
Benedico quei tanti miei figli che qui oggi avrebbero voluto essere e non hanno potuto, particolarmente i ministri di Dio impegnati nelle sacre funzioni.
Benedico quei figli che sono stati trattenuti da doveri di carità e d’amore, dall’aiuto ai bimbi, agli anziani, ai sofferenti.
Benedico coloro che nelle case, nei corridoi degli ospedali, delle case di cura, nel volontariato, sui pullman e sui mezzi di soccorso stanno offrendo i loro sacrifici per i fratelli. Qualcuno sapete, non sa neanche di farlo per Dio, ma dal momento che lo fa per i fratelli e lo fa con dedizione e amore, oh sì, lo fa per Dio e Dio lo premierà. Voi non giudicate mai, figli! Sapeste quante anime meravigliose sono in Paradiso e i fratelli non sapevano giudicarli bene. Benedico tutti i sofferenti e benedico i bimbi, benedico i giovani, benedico i drogati, benedico gli ammalati delle malattie conseguenti al peccato, benedico i carcerati, benedico gli uomini politici perché abbiano responsabilmente a vivere il loro impegno civile e cristiano nell’amore verso i fratelli per il bene della comunità.
Benedico i medici, gli infermieri, benedico particolarmente coloro che in terra di missione stanno lenendo tanto dolore; e benedico tutti coloro che sanno portare il sorriso, il sorriso ai fratelli.
Benedico le vostre famiglie, le vostre parrocchie, particolarmente i vostri ministri, anche quelli che faticano tanto ad accettare che il Signore Dio, nella sua misericordia, sta imperversando attraverso sua Madre in migliaia di luoghi nel mondo. E benedico tutto ciò che desiderate Io abbia a benedire: le immagini fotografiche dei vostri cari, e benedico l’acqua, il sale, l’olio, l’incenso e questi meravigliosi fiori, opera di Dio, che avete deposto ai piedi della mia statua. Desidero (se volete figli) che non tutti, ma quasi tutti vadano a ornare il Tabernacolo dell’Amore, i Tabernacoli dove Gesù è vivo, vero, reale, presente, tante volte, troppe volte solo. Siano almeno i fiori coi loro colori, il loro profumo, la loro gioiosità a offrire consolazione a quel Cuore Divino. Voi come consolarlo lo sapete: vivendo in grazia di Dio, pregando umilmente, agendo caritatevolmente, vivendo la vostra dignità di figli di Dio e rispettando e amando la dignità di figli di Dio di tutti i vostri fratelli.
Vi bacio e vi abbraccio tutti, vi impongo le mani e invoco su di voi la benedizione di Dio Padre, la benedizione di Dio Figlio, Gesù, fratello vostro, la benedizione dello Spirito d’Amore. Amen.
Vi sono grata figli, perché sovente vi ricordate quella giaculatoria, quella breve preghiera che tanto, tanto figlioli, dà consolazione al Cuore Divino di Gesù, quell’invocazione che ora, ancora una volta assieme a voi voglio ripetere; ripetetela col cuore, poi chiuderete il vostro incontro, oh se volete, non già con le lodi a Me, ma con (se volete) con 5 Pater, Ave e Gloria alle Santissime piaghe di Gesù al quale diciamo: Gesù, Ti amo! Gesù, Ti amo! Gesù, Ti amo Gesù! Ciao figli miei.