LA VOSTRA VITA TERRENA DEVE ESSERE PREPARAZIONE: AL TERMINE CE’ IL GIUDIZIO DI DIO A CUI NESSUNO PUÃ’’ SFUGGIRE GArgallo di Carpi. 26 gennaio 1992

Figli miei diletti, sono stata, sono e rimarrò con voi in preghiera, preghiera col cuore.
Ecco figli, in questo giorno, particolarmente, voglio ricordarvi la vostra appartenenza al corpo mistico di Cristo Gesù. Più volte vi ho detto, figli miei: “Siate cellule vive, cellule radianti!”. Ecco, perché nel corpo, quando le cellule si ammalano, soffrono, ecco, sapete, i chirurghi le attaccano col bisturi, ma nel corpo di Cristo Gesù, il Padre non deve staccare delle cellule e allontanarle perché dannose. Voi, figli miei, con l’impegno della vita, della testimonianza, con l’impegno dell’amore sarete cellule capaci di dare salute alle cellule vicine.
Il sangue è l’amore che tutto nutre, che tutto ossigena, che tutto vivifica nel corpo mistico di Cristo. Voi sentitevi piccole, minime parti di questo corpo meraviglioso ed impegnatevi perciò di portare in voi stessi, che avete la dignità di figli di Dio, che avete il segno tangibile della grazie, in voi, portate in voi stessi l’amore, portate agli altri l’amore. Siate ben coscienti, figlioli miei, che la vostra vita terrena, così breve, troverà la vera vita, eterna, quando il Signore Iddio vi dirà: “Vieni…” e quando manderà Me a prendervi per mano per passare alla grande vita dell’armonia, della gioia, della luce in Dio.
Ma la vostra vita terrena deve essere preparazione; preparazione poiché alla fine c’è il giudizio di Dio, è un giudizio a cui nulla e nessuno può sfuggire, è un giudizio che portate già in voi stessi, figli miei, e quando vi presenterete a Dio vedrete davanti a voi ciò che di buono avete compiuto, l’amore che avrete saputo dare e ciò che non avete saputo dare in amore. E allora sarà la gioia eterna, il Paradiso, o sarà la condanna ugualmente eterna, l’inferno, il dolore infinito della perdita di Dio, dell’impossibilità di vedere e gioire di Dio.
Non sono, figli miei, cose da bambini, non sono cose da catechismo di altri tempi: sono le verità fondamentali della vostra fede, della fede di tutti gli uomini.
E allora la vostra vita tenda in ogni attimo ad essere amore; sull’amore Dio vi giudicherà, sull’amore voi stessi sentirete il peso o la leggerezza del vostro stesso giudizio.
Io, figli miei, vi accompagno in ogni attimo e con Me ad accompagnarvi il vostro Angelo custode, i vostri santi protettori, gli Arcangeli, gli Angeli.
Il vostro cammino, pure nelle difficoltà, sia sempre teso verso l’amore perché Dio è Amore, Cristo Gesù è Amore, lo Spirito è Amore.
Vi chiedo, figli e figlie mie, anche qualche segno tangibile della vostra appartenenza a questa grande schiera, a questo esercito dell’amore a cui il Signore vi ha chiamati attraverso di Me, e perciò invito nuovamente le mie care figlie al decoro, al rispetto del corpo, al rispetto dei fratelli, particolarmente quando vi recate in chiesa; nella casa di Dio e casa dei cristiani: rispetto, decoro; se volete (e questo mi è tanto gradito) coprite il capo in segno di mortificazione. E voi uomini, giovani, figli miei, voi pure siate rispettosi, decorosi nel vestire, siate puri, puliti nel parlare; rispettate i bimbi, non usate mai parole che offendano la loro sensibilità, il loro pudore, le loro anime helle. Insegnate ai bimbi ad amare la purezza, insegnate ai giovani che non è la ricerca dei piaceri, non è con la ricerca disperata del sesso, non è con in ricerca delle cose terrene che troveranno gioia, ma si sentiranno mortificati, delusi, offesi e allora cadranno nella facile tentazione della droga, dell’alcool. Insegnate voi grandi, come età, insegnate la semplicità dello vita, insegnate l’umiltà, la modestia, ma se volete insegnarlo dovete prima averla in voi, e allora cercate di conquistarla ogni giorno, ogni giorno. Continuate nel vostro amore per i fratelli, nella vostra solidarietà fattiva, attiva.
Io benedico particolarmente tutto ciò che voi donate e che serve di aiuto per i fratelli, per i missionari, per coloro che si adoperano per lenire le sofferenze, i dolori dei fratelli. Figli, ma che vita è se non vi è amore? Ecco, ecco il segreto figli miei, della vita, della vita di gioia: l’amore. Vivetelo, conquistatelo questo amore! Invocatelo, invocatelo dallo Spirito Santo! Scenda su di voi e questo sarà carico di doni, perché è l’Amore che porta i doni: i doni della conoscenza, del consiglio, dell’introspezione, della guarigione  i doni grandi dello Spirito.
Vi aiuterò ad impegnarvi figli, e allora conoscerete quelle gioie, quel paradiso che già sulla terra può iniziare. Vi benedico tutti, ad uno ad uno. Benedico quei vostri fratelli che qui avrebbero voluto convenire e non hanno potuto impegnati, dediti all’assistenza, all’aiuto ai bimbi, agli anziani, agli ammalati.
Benedico oggi particolarmente quei fratelli vostri, figli miei cari, che fanno della loro vita una donazione e (una) preghiera: le vostre sorelle e i vostri fratelli chiusi nei conventi, alla ricerca di una vita contemplativa, di una vita di preghiera, alla ricerca di dedicare, di sacrificare, di mortificare la loro vita per la salvezza del mondo.
E benedico i medici, tutti, particolarmente quelli che aiutano Dio nel dare nuove vite, che aiutano Dio a salvare dalle sofferenze i fratelli; benedico coloro che si adoperano per soccorrere, confortare e non solo curare con le medicine, curare con ciò che Dio ha concesso nella natura perché sia di aiuto, ma che consolano, ma che sorridono, ma che sanno dire: “Gesù ti può guarire! Chiedilo a Lui” E sanno dire: Sai, la nostra Mamma, la nostra Mamma ti è tanto vicina! Ti è vicina quando soffri, ti è vicina quando vedi uno spiraglio e ti sembra stare meglio e quasi ti illudi di guarire. No, non stai guarendo, ma è la Mamma sai che ti passa vicino, che ti accarezza e che ti dà un attimo di respiro. Tu offri i tuoi dolori, le tue pene perché sai il Signore desidera che tu abbia ad aiutare tanti tuoi fratelli. Non li conosci, non importa sai, ma i conti li fa Lui, e quando ti presenterai ti accorgerai di avere nel tuo conto, in quel famoso conto, di avere segnati tanti depositi, tanti depositi e pochi prelievi.
Grazie agli infermieri, alle infermiere, grazie ai volontari, grazie a tutti coloro che con abnegazione, con umiltà sanno lenire, sanno consolare, sanno alleviare, sanno sorridere: nel loro sorriso c’è un anticipo di cielo.
Benedico tutte le vostre intenzioni, figli miei, le vostre buone intenzioni; benedico tutti coloro chi portate nel vostro cuore, per i quali avete preoccupazioni: ammalati, sofferenti, drogati, famiglie distrutte dall’egoismo, giovani e non più giovani che non apprezzano più il Sacramento del matrimonio e vogliono scindere ciò che Dio, nel grande Sacramento da loro accettato, ha unito. Ho detto: da loro accettato! Benedico particolarmente le mamme in attesa, le donne, care figlie , che chiedono di diventare mamme. Benedico i neonati, i bimbi piccoli, benedico coloro che stanno preparandosi, (i genitori, certo) a ricevere il grande Sacramento della rigenerazione: il Santo Battesimo. Benedico i bimbi, i giovani che si preparano al catechismo, si preparano a ricevere la Santa Comunione, a ricevere il Sacramento della Confermazione e diventare i veri soldati di Cristo Gesù. E benedico chi si prepara al Santo Matrimonio e benedico in modo del tutto particolare chi si prepara ricevere il Sacramento dell’Ordine Sacro e chi si prepara ricevere la pienezza del Sacerdozio.
Benedico tutti e con tutti prego e invoco la benedizione di Dio che ora assieme ai ministri di Dio vi impartisco: la benedizione grande di Dio che è Padre, di Dio che è Figlie Gesù, fratello vostro e di Dio che è Spirito d’Amore e di Pace. Amen.
Ecco figli miei, benedico i fiori che voi avete posato qui  davanti a questa Stele; benedico l’acqua, il sale, l’incenso, l’olio; benedico tutte le immagini che voi avete portate immagini fotografiche, e quelle che non avete portate dei vostri cari.
Benedico gli oggetti, gli indumenti, benedico le vostre autovetture, i vostri pullman (vostri da usare, eh…). Vi seguirò anche nel cammino di ritorno, sarò sempre con voi, figl1. Con ognuno, certo; mi è consentito da Dio di seguirvi tutti. Ad uno ad uno. Vi benedico e vi abbraccio tutti. Portate il mio abbraccio, il mio saluto, il mio sorriso a tutti i vostri fratelli.
Ecco, rimango con voi anche in preghiera, con voi invoco da Cristo Gesù, Figlio mio e fratello vostro, tutte quelle benedizioni, quei favori spirituali e materiali che desiderate e assieme a voi col cuore, veramente col cuore, caldo, Io canto: Gesù, Ti amo! Gesù, Ti amo! Gesù, Ti amo Gesù! Cari figli, ciao.